Claim “Senza zuccheri” e “Senza zuccheri aggiunti”: come usarli correttamente ed evitare sanzioni

Scopri la differenza tra i claim “senza zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti”, cosa dice la normativa europea e come evitarne l’uso scorretto con soluzioni digitali come Labelfy.

Perché i claim “senza zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti” sono così diffusi

Il consumatore moderno è sempre più attento alla salute e all’impatto degli alimenti sul benessere quotidiano. Secondo i dati di NielsenIQ, i prodotti con diciture “senza zuccheri” o “senza zuccheri aggiunti” hanno registrato una crescita del 7% negli ultimi due anni, soprattutto nel comparto bevande, snack e prodotti da forno.

Queste etichette rappresentano una leva di marketing importante: trasmettono un’immagine di prodotto salutare, adatto a chi segue diete ipocaloriche, a chi deve controllare la glicemia o semplicemente a chi vuole ridurre l’assunzione di zuccheri.

Tuttavia, proprio per il loro impatto commerciale, questi claim sono soggetti a controlli severi da parte delle autorità sanitarie e devono rispettare precisi requisiti normativi.

Quando si possono usare – Il quadro normativo di riferimento

I claim nutrizionali in Europa sono regolati dal Regolamento (CE) n. 1924/2006, che stabilisce le condizioni per poter utilizzare in etichetta dichiarazioni come “senza zuccheri” o “senza zuccheri aggiunti”.

  • L’utilizzo del claim “Senza zuccheri” è ammesso quando l’alimento non contiene più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml di prodotto.
  • L’utilizzo del claim “Senza zuccheri aggiunti” è, invece, ammesso quando il prodotto non contiene zuccheri aggiunti, né ingredienti usati per la loro funzione dolcificante (come miele, sciroppi, succhi concentrati). Tuttavia, in questo caso, il prodotto può contenere naturalmente zuccheri presenti negli ingredienti (es. nella frutta). In tal caso l’etichetta deve riportare la dicitura aggiuntiva: “contiene naturalmente zuccheri”.

Il mancato rispetto di queste condizioni può essere considerato pubblicità ingannevole e comportare sanzioni fino a 40.000 euro secondo il D.Lgs. 231/2017, oltre a danni reputazionali difficili da recuperare.

Errori comuni da evitare e relative sanzioni

L’uso dei claim nutrizionali richiede precisione assoluta: basta una dicitura fuori posto per trasformare un’opportunità di marketing in un rischio legale e reputazionale. Le autorità sanitarie monitorano con attenzione le etichette e i controlli su “senza zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti” sono sempre più frequenti. Prima di inserire un claim in etichetta è, quindi, fondamentale sapere quali sono gli errori più comuni che le aziende commettono e quali conseguenze, anche economiche, possono derivarne.

Tra gli errori più frequenti:

  • Indicare “senza zuccheri aggiunti” quando invece sono stati usati dolcificanti naturali (es. miele, sciroppo di glucosio).
  • Omettere la dicitura “contiene naturalmente zuccheri” nei prodotti che li presentano.
  • Utilizzare claim “salutistici” generici come “fa bene” o “adatto ai diabetici”, che non sono consentiti senza basi scientifiche riconosciute dall’EFSA.

Questi errori possono portare non solo a multe fino a 40.000 euro, ma anche al ritiro dei prodotti e ad un danno di immagine duraturo.

Perché gestire tutto in digitale è la soluzione più sicura

I claim “senza zuccheri” e “senza zuccheri aggiunti” non lasciano margini di errore: devono basarsi su dati analitici precisi e su un’etichetta aggiornata in ogni dettaglio. Il problema è che molte aziende si affidano ancora a sistemi manuali, con calcoli ripetuti a mano e revisioni frammentate, aumentando il rischio di incoerenze e contestazioni durante i controlli ufficiali.

Con una gestione digitale, ogni fase dell’etichettatura diventa più sicura:

  • i valori nutrizionali vengono calcolati automaticamente, eliminando errori di stima sugli zuccheri totali e aggiunti; 
  • ogni modifica agli ingredienti aggiorna in tempo reale l’etichetta e la documentazione tecnica;
  • tutte le revisioni restano archiviate e disponibili, pronte per eventuali verifiche;
  • l’adeguamento alle nuove normative diventa rapido e senza stress.

Un software dedicato, come Labelfy, consente così di usare i claim corretti in modo sicuro, tutelando sia la conformità normativa sia l’immagine del marchio agli occhi del consumatore.

Come Labelfy può aiutarti

Gestire correttamente claim sensibili come questi richiede non solo conoscenza normativa, ma anche strumenti in grado di ridurre al minimo errori e tempi di lavoro. Labelfy è la piattaforma digitale pensata per produttori e laboratori alimentari che vogliono trasformare l’obbligo di etichettatura in un vantaggio competitivo.

Con Labelfy puoi:

  • calcolare automaticamente i valori nutrizionali delle tue ricette, con particolare attenzione al contenuto di zuccheri totali e aggiunti, così da sapere subito se un claim può essere utilizzato in modo conforme;
  • generare etichette a norma UE e USA complete di allergeni evidenziati, indicazioni ambientali, QR code e tutti i dati obbligatori;
  • aggiornare rapidamente etichette e schede tecniche in caso di modifiche di ingredienti, fornitori o ricette, mantenendo la coerenza di tutte le informazioni;
  • archiviare e tracciare revisioni, analisi e documentazione HACCP in un unico sistema centralizzato, pronto per eventuali controlli ufficiali.

Il tutto con un’interfaccia intuitiva, accessibile da qualsiasi dispositivo e senza stravolgere l’organizzazione esistente. In poche parole: meno tempo speso in burocrazia, più sicurezza e serenità durante i controlli.

Vuoi scoprire come Labelfy può semplificare anche il tuo lavoro? Prenota una demo gratuita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *